Potete toglierci tutto ma non la dignità.

domenica 27 dicembre 2009

INTEGRAZIONE SOCIALE E SCOLASTICA DEL DIVERSAMENTE ABILE TRAGUARDI E OBIETTIVI


venerdì 18 dicembre 2009

La Memoria non si cancella.


Oh!!!! Beddamatri mu scurdavu si direbbe in buona fede………………..

Raffadali il paese senza passato , vive di presente tralasciando alle proprie spalle la memoria di gente valorose che hanno fatto la Storia di questo comune e dell’Italia intera. Non sto parlando di noccioline o di chissà cosa ma del fatto che la nostra immagine cioè il nostro paese sfruttando la rete si dimentica o addirittura cancella l’esistenza con l’intensione di eliminare la Memoria nei nuovi nascituri di Esempi di gente coraggiose che hanno scritto la nostra storia di questo paese e della resistenza Italiana. Ormai la Rete supera ogni frontiera tralasciando il fatto che Raffadali è un altro pianeta dove ancora la staticità delle cose rimane invariata per decenni senza metodo e rimedio per migliorarsi.
Il comune di Raffadali si avvale di un sito se si può chiamare in questo modo dove il tutto sembra fossilizzarsi e diventare reperto storico della Rete, gli aggiornamenti avvengono come si suol dire ogni Morte di Papa………quindi tempo finchè cambi qualcosa da come stanno le cose tempo a disposizione ne hanno abbastanza. Quello che mi rode dentro sono le delibere con versamenti di denaro pubblico per la gestione del sito, che rimane sempre lo stesso ma chi lo gestisce guadagna. Vabbè sarà una mia impressione quindi cerco conforto in altri; dicendomi le stesse cose come se il nostro fosse un unico pensiero.
Su una cosa non mi posso lamentare “ La trasparenza” è veramente trasparente non si vede nulla.
Andiamo con ordine alle cose cancellate ma che sono scritte nella nostra memoria e nella storia di questo Paese.
Cliccate questo Link : http://www.comune.raffadali.ag.it/public/sindaci.asp andando con ordine vi accorgerete che per circa otto anni il Nostro comune presentava un’amministrazione ma priva di Sindaco.
Dal 1994 al 2002 ad Amministrare Raffadali è stato l’Ing. Salvatore Tuttolomondo ma nel sito non vi è nessuna traccia di quella Legislatura.
I Settori Comunali sono VIII e ne spuntano VII.
Ma adesso andiamo pian pianino verso una mancanza voluta senza giustificazione ma solamente per CANCELLARE LA MEMORIA STORICA DEL NOSTRO PASSATO per paura di ripensamenti delle generazioni future.
Salvatore Di Benedetto spunta come Sindaco perché lasciare un buco di oltre trentanni su un almanacco sembrava forse ben troppo evidente, ma tralasciano con piena coscienza e volontà l’inserimento dello Stesso sulla Pagina
CITTADINI ILLUSTRI:
http://www.comune.raffadali.ag.it/public/comune_cittadini.asp
Nulla da togliere alle personalità presenti ma dimenticarci di chi ha esercitato per 30 anni le funzioni di Sindaco, per tre Legislature la IV la V e l IV alla Camera dei Deputati, autore di tanti libri che raccontano la nostra storia dal dopo guerra ad oggi, mi devono spiegare quali sono i titoli per potere entrare a far parte di questa schiera di Illustri.

Dato che il Comune li cancella dal Sito perche nella memoria di tutti sono esistenti vi ripropongo in breve l’esistenza del Sen. Salvatore Di Benedetto..
Salvatore Di Benedetto (Raffadali, 19 novembre 1911 – Raffadali, 1 maggio 2006) è stato un insegnante, partigiano e deputato italiano. È stato uno dei personaggi più rappresentativi della generazione che si oppose al fascismo e che dopo aver combattuto la lotta partigiana, si impegnò nella costruzione della Repubblica.
Biografia
Nato da una facoltosa famiglia borghese di Raffadali, già da studente in Giurisprudenza, in pieno regime fascista, aderì a idee antifasciste e legate all'ideologia comunista, guidato in questo da un suo illustre conterraneo, Cesare Sessa, che fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia dopo il congresso di Livorno del 1921.
Arrestato nel 1935 dal regime fascista e condannato in quanto comunista al confino, scontò la pena sull'isola di Ventotene, dalla quale veniva condotto in catene a Palermo per sostenere gli esami per il conseguimento della laurea in Giurisprudenza. Una parte della sua condanna la scontò nel Corno d'Africa, dove venne inviato ai lavori forzati per la costruzione delle strade e delle altre opere del regime fascista in seguito alla guerra d'Etiopia.
Tornato in Italia non si fermò a Raffadali ma cercò di raggiungere il nord del paese allo scopo di mettersi in contatto con il Partito Comunista in clandestinità per preparare la lotta contro il fascismo.
Durante il periodo della guerra e, in particolare, dopo l'8 settembre 1943, Salvatore Di Benedetto fu tra gli organizzatori delle attività del Partito Comunista Italiano nel nord e nel centro del paese. A Milano, entrato in contatto con i compagni comunisti partecipò alla redazione clandestina de l'Unità, entrando in rapporti di collaborazione e di amicizia con Elio Vittorini, Pietro Ingrao, Renato Guttuso, Pompeo Colajanni, Mario Alicata, Ernesto Treccani, Gillo Pontecorvo, Celeste Negarville, Giansiro Ferrata, Giancarlo Pajetta.
Queste vicende milanesi furono raccontate da Di Benedetto nei suoi libri, ma testimonianze significative se ne trovano anche in Diario in pubblico di Vittorini, nella Storia del Partito Comunista di Paolo Spriano e nell'ultimo libro di Pietro Ingrao, Volevo la luna (2006), nel quale la figura di Salvatore Di Benedetto è ricordata con commozione e con parole di profonda ammirazione.
Le qualità di organizzatore di Di Benedetto ne fecero uno dei promotori delle iniziative della Resistenza milanese, in particolare della grande manifestazione del 25 luglio 1943 che seguì la caduta di Mussolini. Tuttavia le autorità di polizia arrestarono i promotori di quella manifestazione e, tra questi, Salvatore Di Benedetto, insieme a Vittorini e Ferrata. Dopo la fortunosa liberazione, in seguito ai fatti dell'8 settembre 1943, Di Benedetto, tornato in clandestinità, continuò a essere tra i principali organizzatori dell'attività clandestina del Partito Comunista Italiano in Lombardia, occupandosi di tenere i contatti tra la struttura del partito e le diverse brigate partigiane impegnate nella lotta contro la Repubblica di Salò.
Per queste sue capacità organizzative fu scelto per collaborare alla riorganizzazione del partito nel Lazio e a Roma in particolare. Si impegnò così in attività strettamente politica ma non trascurò anche la partecipazione ad azioni dirette a sostegno dell'avanzata alleata. Durante una di queste azioni una bomba a mano gli esplose vicino al volto devastandoglielo e privandolo di un occhio. Durante la lunga convalescenza rafforzò l'amicizia e l'amore con la donna che sarebbe stata la compagna di tutto il resto della sua vita, la giovane staffetta partigiana Vittoria Giunti.
Dopo aver partecipato alle feste per la Liberazione (in alcune foto lo si vede con il volto ancora fasciato dalle bende), torna in Sicilia per riprendere nella sua terra la lotta politica in previsione della nuova stagione che si stava già profilando. Fu così uno dei protagonisti della lotta dei contadini siciliani per la conquista delle terre e l'abolizione del Feudo, combattendo una battaglia di occupazione delle terre a fianco dei contadini, mettendo così ancora una volta a rischio la sua vita, in un contesto, quello della provincia di Agrigento, nel quale la mafia uccise, nello stesso periodo, numerosi sindacalisti e uomini politici impegnati nella medesima battaglia. Questo coraggio e il suo ruolo nella conquista delle terre gli valsero da parte dei contadini raffadalesi un affetto che gli fu tributato per tutto il resto della sua vita.
A Raffadali si impegna anche nella attività politica nel paese, dapprima collaborando con Cesare Sessa, sindaco di Raffadali nel primo decennio del secondo dopoguerra e, poi, succedendogli nella carica di sindaco del paese a partire dal 1954, carica che mantenne per trenta anni[1], alternando gli impegni di sindaco del proprio paese di origine con gli impegni di deputato per svariate legislature del Partito Comunista Italiano.
Da sindaco di Raffadali si fece promotore di innumerevoli iniziative di carattere sociale e culturale. Alla sua azione politica si devono, ad esempio, l'istituzione della Biblioteca Comunale, la creazione del Villaggio della Gioventù, la creazione del Piano Regolatore Generale (primo comune della provincia). Fu grazie alla sua passione che Raffadali divenne uno dei più importanti centri italiani in cui si festeggia il 1° maggio con manifestazioni di carattere folcloristico, politico/sindacale e ricreativo.
Gli interessi di Salvatore Di Benedetto furono molteplici in diversi campi. Fu scrittore, poeta, studioso di tradizioni popolari, raccoglitore di reperti archeologici (che donò alla Biblioteca Comunale per l'istituzione del Museo Archeologico comunale di Raffadali, annesso alla stessa Biblioteca), collezionista di ceramiche. Appassionato studioso di storia locale, raccolse nella sua antica casa al centro del paese una ricchissima collezioni di libri rari e di studi, spesso inediti, sulla storia di Raffadali e della Sicilia.
Negli ultimi anni si dedicò ad altre attività. Si adoperò, da presidente della Biblioteca Comunale, per il suo continuo aggiornamento, si impegnò, anche negli ultimi anni della sua vita, ormai molto anziano, a recarsi nelle scuole per raccontare ai giovani le sue esperienze partigiane e per testimoniare la passione per la libertà che lo aveva portato a combattere tutte le sue battaglie.
La morte avvenne, per singolare coincidenza, durante i festeggiamenti del 1° maggio 2006 a Raffadali. Per espresso desiderio della famiglia le celebrazioni del 1° maggio continuarono nonostante il lutto cittadino. Moltissimi concittadini si recarono nella camera ardente, allestita nella Biblioteca Comunale e parteciparono ai funerali. Soltanto un mese dopo moriva anche la moglie Vittoria Giunti, che gli era stata vicina tutta la vita.

Raffadali è un grandePaese che ha dimenticato le proprie origini cancellando chi ha lottato per ognuno di Noi per restituirci la Libertà dall’oppressione Fascista e Nazista.

venerdì 11 dicembre 2009

Convocazione Componente Assemblea

Oggetto: Convocazione dell'Assemblea della Consulta Giovanile Comunale Raffadalese.

La S.V. è invitata a partecipare all'Assemblea della Consulta Giovanile che avrà luogo presso l'Aula Consiliare del Comune di Raffadali in prima convocazione alle ore 9.30 del 19 Dicembre 2009.

Qualora non fosse raggiunto il numero legale dell'Assemblea si terrà in seconda convocazione nella medesima sede alle ore 10.00 del 19 Dicembre 2009 per discutere del seguente ordine del giorno:

1) Ratifica decisioni Ufficio di Presidenza;

2) Comunicazioni riguardo manifesto Giovani UDC;

3) Approvazione Proposta Regolamento Trasparenza - Ad Est - Officina Democratica;

4) Calendario iniziative della Consulta;

5) Trasmissione al Consiglio Comunale della Relazione 1 anno della Consulta;

6) Varie ed eventuali;

Raffadali li 11-12-2009

Convocazione Componente Ufficio di Presidenza

Oggetto: Convocazione dell'Ufficio di Presidenza e dell'Assemblea della Consulta Giovanile Comunale Raffadalese

La S.V. è invitata a partecipare alla seduta dell'Ufficio di Presidenza per lo svolgimento delle attività previste dallo Statuto e dal Regolamento della Consulta presso l'Aula Consiliare del Comune di Raffadali alle ore 9.00 del 19 Dicembre 2009 per discutere del seguente ordine del giorno:

1) Iniziative della Consulta;

2) Oragnizzazione degli eventi;

3) Possibilità di registrare e pubblicare file audio video delle sedute della Consulta;

4) Varie ed eventuali;

La S.V. è inoltre invitata a partecipare all'Assemblea della Consulta Giovanile che avrà luogo presso l'Aula Consiliare del Comune di Raffadali in prima convocazione alle ore 9.30 del 19 Dicembre 2009.

Qualora non fosse raggiunto il numero legale dell'Assemblea si terrà in seconda convocazione nella medesima sede alle ore 10.00 del 19 Dicembre 2009 per discutere del seguente ordine del giorno:

1) Ratifica decisioni Ufficio di Presidenza;

2) Comunicazioni riguardo manifesto Giovani UDC;

3) Approvazione Proposta Regolamento Trasparenza - Ad Est - Officina Democratica;

4) Calendario iniziative della Consulta;

5) Trasmissione al Consiglio Comunale della Relazione 1 anno della Consulta;

6) Varie ed eventuali;

Raffadali 11-12-2009

mercoledì 2 dicembre 2009

Punti di vista..........

RAFFADALI: NON E' UN PAESE PER VECCHI?

Ieri ho percorso per la prima volta la tanto agognata Circonvallazione. Era il giorno dell’inaugurazione. Un giorno importante per Raffadali perché finalmente viene consegnata alla cittadinanza un’opera tanto attesa.

Era sera e attraversando quella strada, di ritorno da Palermo, ho scorto la mia città sotto un altro punto di vista. L’oscurità mi ha permesso di vedere solo i punti, le aree illuminate, pertanto ho voluto ripetere l’operazione l’indomani.

In realtà si tratta di una infinità di punti di vista successivi, nessuno per la verità suggestivo, ma ciascuno dei quali (soprattutto quelli sotto la Via Canale) da accesso visivo a nuovi prosceni.

La circonvallazione fa finalmente vedere quanto sia diventato periferia il centro storico. La Via Canale e la Via Sgarano hanno rappresentato la Raffadali dei primi anni del dopoguerra. Da lì sono venuti gli amministratori degli ultimi 40 anni. Un retaggio storico che, anche per la volontà di alcuni dotti lì natii, è stato, volutamente, tranciato. Raffadali è un paese cui sono state divelte le radici e che forse, in tendenza con gli usi agrigentini, ritiene inopportuno ricordare.

Legarsi a qualcosa non universalmente riconosciuto, in epoca di globalizzazione, non porta vantaggi, non è da traino commerciale e turistico appare provinciale. E oramai si fa di tutto pur di non sembrare tali. Ci si sta uniformando sempre più ad un approccio consumistico, di marketing e se il prodotto non tira non lo si valorizza. In realtà si stanno perdendo delle occasioni importanti.

Occasioni per ricucire un tessuto sociale frammentato, una comunità che non ha più luoghi dove riconoscersi, dove incontrarsi, dove dibattere, dove crescere.

La presenza di una nuova infrastruttura appena inaugurata, e di altre in divenire (la caserma ad esempio, l’ex ospizio) non devono e non possono distogliere l’attenzione su ciò che è assente. E non lo è da sempre.

L’utilizzo del Palazzetto dello Sport come sede Comunale ha eliminato, fatti salvi le palestre scolastiche e il Campo Sportivo, l’unico punto di ritrovo di giovani, e perché no, anche di meno giovani che abbiano voluto praticare sport, alternativi al calcio, o semplicemente seguire dei corsi di ginnastica. Si tratta di spazi di aggregazione che non esistono più, così come non esiste più un centro di miscelazione sociale come il Villaggio della Gioventù, vero nucleo di sintesi culturale

Molte volte in campagna elettorali, soprattutto, ci siamo ritrovati a sentire riproposizioni in diverse chiavi sull’utilizzo della struttura. Le ultime tendenze indicano nella concessione a privati la soluzione per garantirne il funzionamento. È indubbio che le finalità del pubblico e del privato non collimano e non starò qui a disquisire sul perché. Quello che bisogna chiedersi è: bisogna, giocoforza, pagare un prezzo per migliorare la qualità della vita di una comunità? Se si, bisogna pagarlo a dei privati o pretendere una giusta suddivisione delle entrate comunali per soddisfare i bisogni di tutti? O ancora: si è disposti a sostenere un surplus di costi, al Comune, pur di permettere l’accesso a tutti? Queste scelte sono ovviamente fortemente politicizzate, e si spera rimangano solo tali.

Di fronte all’assenza ed alla negazione pretestuosa di spazi d’uso comune, come l’Ostello della Gioventù, cristallizzati all’interno di un gioiello ben più grande non si può essere silenti. Come ricorderete richiesi all’allora Vicesindaco Argento, e all’immediato sostituto, l’assegnazione dell’Ostello quale sede permanente della Consulta Giovanile. Lo ritenevo, e lo ritengo, un giusto modo per valorizzare la struttura, un giusto segnale dell’Amministrazione verso i Giovani e nello stesso tempo un modo per restituire alla cittadinanza, tutta, uno spazio fisico, non virtuale, aggregativo. Seppur distante dal centro cittadino l’apertura al pubblico dell’Ostello avrebbe potuto rappresentare l’inizio di una nuova fase amministrativa, una mano tesa ai giovani, un segnale, ripeto, a significare: tocca a voi. Non lo si è voluto, e questo non mi preoccupa, mi hanno preoccupato invece le modalità con cui è stata gestita la vicenda e le evidenti basse stature istituzionali di alcuni amministratori.

Con orgoglio da circa 18 mesi mi ritrovo a presiedere la Consulta Giovanile Comunale. Ripeto con orgoglio perché rappresentare la propria cittadina è un privilegio a qualunque livello.

La Consulta Giovanile nasce come ultimo atto dell’Amministrazione Casalicchio, ad opera dell’allora consigliere comunale Argento, e vede la luce, ad opera dello stesso attore, immediatamente dopo l’insediamento del Sindaco Cuffaro. E’ manifesta, quindi, la volontà non solo di voler creare questa nuova struttura istituzionale ma appare oltremodo chiaro che ad essa si riferirà l’Amministrazione per interfacciarsi con le fasce giovanili di Raffadali.

Ci sono state delle difficoltà, è vero, ed ho avuto la pazienza di attendere. Attendere che questo nuovo Organo venisse digerito negli schemi oramai consolidati (Sindaco, Giunta, Consiglio) dell’Amministrazione, attendere che ci venisse assegnata una sede fisica, attendere che venisse garantita una autonomia minima finanziaria per fare, e non solo pensare, delle iniziative, attendere che insomma quello che mi apprestavo a rappresentare venisse riconosciuto.

Accanto, ed in momenti alterni, ho trovato consiglieri di minoranza e maggioranza, che qui indistintamente ringrazio, lo stesso Sindaco, alcuni Assessori, ma non sono mancati ed in misura ben più corposa gli ostili, i diffidenti e le “penelopi”.

Nel periodo, lungo, di attesa mi sono spesso ritrovato a vedere, come tanti, assegnare, a titolo certamente non gratuito, la quasi totalità delle manifestazioni ludiche e culturali paesane ad una associazione “Raffadali e Bioetica”. Associazione che non aveva, nel 2008, nemmeno i requisiti per essere ammessa in Consulta. Associazione che era presieduta dall’allora Vicepresidente della Consulta Nicola Marro (UDC) di cui è stata nota l’assenza di iniziative culturali, perlomeno nel primo anno di vita della Consulta. Lo stridere di questi due distinti comportamenti non è passato inosservato. Più volte mi sono chiesto come poteva l’Amministrazione chiedere un requisito per accedere, a titolo partecipativo, ad un Organo Istituzionale ed ignorare tale vincolo nell’assegnazione di somme non indifferenti per l’organizzazione di manifestazioni ludiche o culturali. Tutto ciò è rimasto sottaciuto e senza una adeguata risposta. Così come appare incongrua la decisione di non concedere l’Ostello della Gioventù ad un gruppo in cui ci partecipano elementi cui l’Amministrazione ripone estrema fiducia.

Nell’attesa, con i margini di movimento che avevamo, abbiamo comunque, con entusiasmo sempre più scemante, iniziato a riunirci, programmare, pensare, discutere, confrontarci.

Ci mancavano i giusti appoggi dentro la Giunta, ci mancava il giusto sostegno da parte del Vicesindaco Argento, ci mancavano i soldi per bandire il concorso di idee del Logo, i manifesti, la carta riciclata (nella prima seduta ne è stato deliberato l’uso) non mancavano, però, le belle parole.

Solo l’intervento del Sindaco, sotto mia insistita pressione, ha permesso la pubblicazione del bando per il concorso d’idee del Logo. Un bel segnale che non ho dimenticato, rafforzato dalle parole di stima rese dallo stesso al giornalino dell’UDC pubblicato in occasione del 1 maggio 2008 in cui veniva menzionata la Consulta e lodata la attività che il sottoscritto aveva fino a quella data condotto.

Fu invece accantonato un altro Concorso d’idee per la fruizione del Villaggio della Gioventù. La struttura mi fu detto, dal Vicesindaco Argento, è sotto sequestro, vedremo in seguito. Una frase ricorrente a ragion veduta.

In quel primo anno all’unanimità abbiamo provveduto a modificare il Regolamento della Consulta. La presentazione della proposta di modifica del Regolamento è stata susseguente alle numerose richieste da parte dell’ Ass. Argento, nel periodo marzo-giugno 2008, di regimentare in maniera ordinata le nuove richieste di adesione, possibilmente confinandole in un determinato periodo dell’anno. Eravamo finalmente pronti, dopo un notevole periodo rodativo.

I numerosi cambi delle figure assessoriali di riferimento non ci hanno favorito, non solo a noi ovviamente, ed eravamo già alla fine del primo anno. Intanto l’Assessore alle Politiche Giovanili era divenuto l’Avv. Claudio Di Stefano.

Ci apprestiamo alla prima votazione per partecipare alla Consulta, quella dei rappresentanti degli studenti delle scuole superiori (a cui si è dato accesso col nuovo Regolamento). I numeri riscontrati, 122 votanti, ci confortano e ci gratificano dell’attesa. L’Amministrazione, che tanta attenta è alla comunicazione verso l’esterno, ignora un evento altamente significativo in un periodo in cui i più giovani si dichiarano distanti e disinteressati alla politica.

Viene pubblicato il bando per la riapertura delle partecipazioni alla Consulta. Riceviamo circa 30 istanze. Un altro ottimo risultato a riprova dell’attenzione e dell’attesa che c’è verso la Consulta da parte di associazioni e partiti. Si arriva così alla seduta di rinnovo delle cariche col contestuale insediamento dei nuovi componenti.

Vi risparmio i dettagli, a fronte della mia rielezione all’unanimità, con atteggiamenti aggressivi ed evidentemente pretestuosi si è arrivati dopo circa tre ore alla definizione dei nuovi quadri. Mi sono scusato in quell’occasione, con in nuovi componenti tutti, per lo spettacolo indegno a cui avevano assistito. Spettacolo che non avrà una replica e che mi ha avvilito soprattutto in relazione agli sforzi profusi nella apertura della Consulta verso i settori più giovani a cui senz’altro non sarà sfuggita la mia profonda indignazione.

Superata, non senza strascichi, questa situazione ed in attesa perenne dell’assegnazione della sede, decidiamo di fare una iniziativa che compendi al proprio interno tutte le attività della Consulta nel primo anno. Maggio era alle porte e caratterizzare la prima iniziativa pubblica nella memoria di Giovanni Falcone è sembrato naturale e doveroso. Invito il Presidente della Commissione Antimafia all’ARS On. Speziale, intervengono il Sindaco, Il Presidente del Consiglio, l’Assessore Di Stefano, il Direttore Didattico della Scuola Garibaldi. La Dott. Graziella Rizzo provvede ad invitare tutti i rappresentanti politici ed istituzionali gravitanti su Raffadali, fa da cornice canora il Gruppo di Garibaldini.

Seppur nel ricordo, triste di quell’evento, la giornata è servita a promuovere l’uso della Villa Saetta e Livatino per le manifestazioni, a pubblicamente premiare il Vincitore del Concorso d’idee per il Logo della Consulta, Arch. Fabrizio Sciarratta, e a conclusione, perché il ricordo di quell’evento permanga, a piantumare l’Albero di Falcone all’interno di una delle aiuole. Quest’ultima attività è stata possibile grazie alla disponibilità, in toto, dell’Assessore Iacono Manno. Per l’occasione il Sindaco annuncia di voler tenere per sé la delega alle Politiche Giovanili, su mia proposta, date le repentine successioni che tale delega ha subito con le conseguente decelerazioni nell’azione politica, e seppur informalmente s’impegna a sostenere un emendamento al Bilancio per la costituzione di un apposito capitolo di spesa: Spese per il funzionamento della Consulta.

A giugno ‘09 mi ritrovo fra gli intervenuti al Consiglio Comunale Straordinario con tema “il Piano Strategico”. Devo sinceramente ammettere, come feci in quella sede, che l’argomento mi era nuovo, e che mi sono dovuto documentare per capire quale fosse lo spirito di un Piano Strategico e che significato avesse proporlo a Raffadali.

Nel mio intervento, che molto sinteticamente il Prof. Trapani riassume nella reportistica di progetto, ho voluto sottolineare (per rendere agevole la discussione alle presenze in aula) che il PS è uno strumento volontario, non cogente, e come tale prevede il raggiungimento di obiettivi che siano condivisi da Amministrazione e Cittadini. Ho voluto rimarcare l’assenza non solo di questo passaggio fondamentale, ma e soprattutto direi, della programmazione in chiave identitaria del Paese Raffadali. Pensate che nella brochure ad identificare il Comune di Raffadali, in una delle foto che ritraevano il simbolo di ogni cittadina aderente al progetto, vi era l’impianto di fitodepurazione sito al Villaggio della Gioventù. Che voi sappiate l’impianto di fitodepurazione, nel rispetto dell’opera e di chi vi opera, è rappresentativo dell’intera cittadina? Il Castello Chiaramontano di Favara, le Maccalubbe di Aragona, il Castello dei Colonna di Joppolo e l’impianto di fitodepurazione di C/da Beddie.

Di chi è la responsabilità se non esiste un luogo, parimenti alle cittadine vicinore, condiviso e capace di rappresentare per immagine la nostra Città?

Ovviamente il Comune Capofila del progetto PS è Favara, non a caso l’unico Comune ad aver avviato un percorso di condivisione della programmazione con i cittadini (di tutte le fasce d’età) con il progetto “Agorà dei diritti”. L’unico quindi a conoscere e aver determinato i propri obiettivi strategici e ad averli condivisi con percorsi democratici, non solo elettorali. Rilevo inoltre che, e sono state le mie prime parole al Prof. Tomaselli prima dell’intervento, dovendosi necessariamente attuare un percorso di condivisione dei contenuti del Piano Strategico e dovendosi questo concludere entro il 31/12/2009 si era già in ritardo.

L’intervento è stato apprezzato, perlomeno questi sono i feedback ricevuti, e ovviamente ancor di più dal Sindaco di Favara, Russello.

L’assenza di dibattiti interni alla cittadina e spazi di confronto tanto nella comunità giovanile quanto nella comunità tutta è stata interrota nel periodo settembre 2009 da una serie di manifesti di critica nei confronti dell’Amministrazione e ad una quantomeno singolare risposta.

La questione sarebbe di interesse marginale se i manifesti in questione non portassero in calce le firme di aggregazioni politiche aderenti alla Consulta.

In particolare credo sia stata di difficile interpetrazione, per tutta la cittadinanza,il manifesto recante le seguenti parole “ VI MANCA U PILU PI ESSIRI SCECCHI”.

Agli autori, o comunque ai rappresentanti dell’UDC in seno alla Consulta, verrà data l’opportunità di fugare i dubbi interpretativi e di disquisire sull’argomento in sede Assembleare dando i giusti caratteri a frasi che oggettivamente non contribuiscono né a stemperare i toni ne ad elevare, in senso estetico e contenutale, la dialettica ed il confronto politico.

E’ di epoca più recente l’apertura della vecchia, storica sede Comunale dopo i lavori di ristrutturazione.

Dal Sindaco, e dai suoi succedanei, ci è stato più volte detto che, non potendosi ottenere accesso all’Ostello della Gioventù, non appena il Palazzo di Città veniva riconsegnato la Consulta avrebbe avuto la Sede in uno dei locali ivi disponibili.

Devo necessariamente rilevare che nessuna comunicazione, come del resto in altre occasioni, ho ricevuto dal Sindaco e che soltanto le mie insistite e frequenti telefonate hanno sollecitato lo stesso nel rispetto delle disponibilità più volte enunciate.

In attesa di una giusta risposta ho provveduto a ripresentare richiesta di assegnazione della sede.

Mi ha però colpito la scelta, non so quanto provvisoria, di assegnare all'ufficio tributi i locali della vecchia biblioteca e che nell'intento dell'amministrazione questa è stata allocata nel piano seminterrato.

Pur parlando essenzialmente di segnali, le posizioni e le scelte, sembrano coerenti con le asfittiche risorse e gli sforzi profusi dall'Amministrazione verso la cultura.

Non di meno avere come biglietto da visita, front office, l'Ufficio Tributi può dare la giusta misura del rigore che attraversano le casse comunali.

Ritornando alla Consulta, vorrei far presente, come ho già fatto, al Signor Sindaco che la stessa è stata fortemente voluta dalla Sua Amministrazione che si è impegnata a garantire, mezzi, strumenti e personale per il funzionamento.

Vorrei inoltre ricordarLe che:

  1. i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione, ritardi, rinvii, mancata individuazione e tempestiva assegnazione di mezzi, strumenti e sede, non possono essere più tollerati, intendendo con questo ricordarLe in capo a chi ricadono responsabilità e impegni assunti;
  2. semmai attraverso la Consulta si fossero volute, per così dire, aprire le porte del Comune ai giovani e avvicinare gli stessi al mondo della politica e delle istituzioni, i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione palesano inefficienze, inaffidabilità e in sintesi si mostrano inadatti all'obiettivo che mediante l'istituzione della Consulta si intende perseguire;
  3. l'atteggiamento ostruzionistico tenuto, in talune circostanze dai propri succedanei, non trova motivata giustificazione stante che è stata la Sua Amministrazione a volere creare la Consulta;
  4. la dialettica ed il dibattito anche fra comparti istituzionali adiacenti, ma distinti, può solo giovare all'arricchimento democratico dei giovani così come è necessario, parimenti, il rispetto dei ruoli e che queste buone prassi, quando consolidate, diventano patrimonio dell'intera cittadinanza.

In ultima analisi, vorrei ricordare al Signor Sindaco, il quale comunque credo ne abbia coscienza, che non è sufficiente creare qualcosa se poi non se ne sostiene in maniera adeguata e forte l'azione.

Conscio delle difficoltà, socio economiche e finanziarie cui versa il nostro Comune evidenziate anche da azioni disdicevoli e poco ricordate, come l'incendio al Teatro del Villaggio della Gioventù o ancora gli atti vandalici al monumento dedicato al Prof. Nino Cuffaro, offro la più ampia disponibilità affinché quel che rimane del patrimonio culturale del Paese non venga depauperato o disperso.

Ed in questo chiedo il contributo non solo alle Associazioni ed ai Partiti che rappresento, ma, e soprattutto, a tutte le personalità politiche ed istituzionali che Raffadali esprime.

Ai consiglieri provinciali, ai deputati, che a Raffadali fanno riferimento pongo la questione.

Non mi attendo delle risposte risolutive ad ognuno dei problemi, in tempo breve, ma il solo fatto di discutere attorno ad un comune tavolo, fuori dagli steccati politici, può sicuramente agevolare e facilitare, in tutti i sensi, la crescita della nostra Comunità e Cittadina.

La presenza, ad esempio, del Sindaco Cuffaro nel Consiglio di Amministrazione dell'ATOGESA AG2 non può che essere salutata con augurio. Ancor più se accompagnata dalla presenza nella Giunta Provinciale dal Dott. Luigi Argento.

E' ancora vivo, infatti, il ricordo della manifestazione del settembre 2008 con oltre 1000 persone a protestare contro il caro rifiuti.

A Voi si chiede di essere garanti della trasparenza, vigilando opportunamente e se necessario ricorrendo alla denunzia politica ed oltre, sulle tanto discusse facili assunzioni, sugli aumenti sproporzionati o su qualunque fatto di pubblica rilevanza.

Questi, uniti a quanto sopra menzionato, sono alcuni dei segnali attesi dai giovani.




IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA GIOVANILE

ING. JOSE’ MASSIMILIANO GALLETTO

martedì 24 novembre 2009

Giovedì 26 Novembre ore 20:30 Aula Consiliare.







Giovedì ci sarà Consiglio Comunale sulle proposte avanzate dai Giovani Editori Locali...Officina Democratica e Ad Est.
Il dibattito sulle proposte inizierà alle ore 20:00 in lista come primo punto all'ordine del giorno.

Tra i vari punti la petizione impegna la Giunta ed il consiglio comunale ad effettuare:
una programmazione mirata al totale abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche, nelle scuole, negli uffici comunali;
ad istituire una navetta che garantisca ai portatori di handicap, o ai cittadini affetti da disabilità motoria, la fruizione del mercato settimanale e della messa domenicale;
A rendere più corposi gli stanziamenti per l’assistenza agli anziani e ai bisognosi nel prossimo bilancio.
Il consiglio comunale deve dare un atto d’indirizzo e d’impegno nei confronti delle fasce più deboli di Raffadali.
Ad Est e Officina democratica hanno svolto il loro compito di pungolo, ora tocca ai consiglieri comunali rendere effettive le proposte avanzate per un miglioramento collettivo e soprattutto delle fasce più deboli.
E’ gradita la partecipazione di tutti gli associati, di tutti i firmatari e di coloro che volessero far parte per la difesa dei bisogni che la comunità necessita.

La Vostra voce la Nostra voce.
Cordialmente Gianfranco Galvano.

martedì 17 novembre 2009

I Giovani Editori Locali.

Officina Democratica ed Ad Est.

I giovani editori Locali
“ U sapiti chi dissi Minicheddru Nasca? Cu avi chiuriteddru n'culu si lu raspa.”

Bisogna esprimere con rammarico una nota di dispiacere per un’amministrazione incompetente e che guarda solamente al proprio egoismo. Tralasciando tanto lavoro, impegno e voglia di migliorare astenendosi al voto.
Nella nota colta su Agrigento notizie più la leggo e più non riesco a convincermi se si può arrivare a tale punto. Quello che vi è di certo e che l’amministrazione comunale si astiene dal voto ma non per le spiegazioni elencate ma solamente perché non poteva essere approvato un regolamento sulla trasparenza proposto da GIOVANI EDITORI LOCALI per lo più con colori politici ben diversi dagli amministratori stessi.
Dobbiamo pure dire che la Trasparenza Amministrativa è legge quindi deve essere attuata con o senza il loro voto.
Chiariamo un po le idee che i Giovani Editori locali hanno nome e cognome e che appartengono a due Associazioni che lavorano per migliorare il mondo giovanile creando luoghi d’incontro e di cultura, proprio CULTURA facendone un bene comune e colgo l’occasione a chiunque vorrebbe poter esprimere le proprie idee a venirne a far parte. Dove gli ideali sono i Nostri e non di persone con nome e cognome. Agiamo liberamente secondo i nostri impulsi senza sotto dettatura per interessi comuni e non personali. Ci presentiamo all’amministrazione comunale: Ad Est ed Officina Democratica che bisogna proprio mancare di conoscenza quindi essere ignoranti a chiamarci come GIOVANI EDITORI LOCALI, significa che chi governa non è abbastanza radicato sul territorio per conoscerne i pregi ed i difetti.
Poi una considerazione personale: Credo che chi come Noi presenta istanza al Comune per cambiare un regolamento ed adattarlo alle norme vigenti può essere solo motivo di orgoglio e non di polemica.
Quindi il tutto doveva essere svolto nei tempi previsti dalla Legge per la convocazione del Consiglio Comunale per discutere e non dopo sei mesi, Il consiglio Comunale è stato fatto perché messi alle strette e non di propria iniziativa collaborativa tra Ente e Cittadini.
Poi vorrei entrare un pò in merito al comunicato stampa fatto dal' Mpa Raffadalese che appoggia le proposte delle due Associazioni, ma che in seduta consiliare si astiene dal voto. Ma a che gioco giochiamo????????

Coerenza Amministrativa...........

Due associazioni promotrici
Ad Est e Officina democratica

Trecento
i cittadini aderenti

6 mesi
Per approdare in consiglio comunale

1 voto favorevole
Aldo Virone

10 astenuti
Giovanna Vinti, Giovanni Pedalino, Angelo Farruggia, Giuseppe Plano, Giuseppe Gattarello, Cettina Lo Presti, Gaspare La Porta, Salvatore Alaimo, Giovanna Galvano, Maria Randisi

9 assenti
Adone Randisi, Vanessa Galvano, Giovanni Mangione, Salvatore Galvano, Claudio Di Stefano, Salvatore Salemi, Salvatore D’Anna, Michelangelo Terrazzino, Maria Concetta Casalicchio

0 Gli atti d’indirizzo dei consiglieri verso la giunta per chiederne il miglioramento e l’attuazione

Un fatto

Il Consiglio comunale
Boccia
Il Regolamento per la
TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

venerdì 25 settembre 2009

"Giovani Democratici Raffadali" Sez S.D.Benedetto.


IL GRANDE BLUFF

Guardando il nostro “pilu” crescere, le nostre orecchie spiccare verso l’alto e le nostre dita diventare zoccoli ogni tanto pensiamo…. .
Pensiamo …. che il sindaco Cuffaro, sparito il fratello dalla scena politica siciliana, si trova a piagnucolare col berretto in mano dietro la porta del potente di turno per avere i trasferimenti che gli servirebbero per pagare i precari assunti dal comune. Mai era capitato nella storia di Raffadali che i dipendenti rimanessero senza stipendio! Siamo certi che le dichiarazioni del Sindaco, pubblicate sulla stampa, siano più un modo per “pararsi il colpo” che una reale presa di posizione amministrativa.
Pensiamo … che, sei mesi, fa l’Assessorato territorio e ambiente ha ordinato la rielaborazione totale del PRG e che il sindaco ha detto che avrebbe presto dato l’incarico ad un illustre professore universitario. Sono passati sette mesi ed ancora tutto tace! Cosa vogliamo fare del nostro territorio?
Pensiamo … con la “scarsizza” che c’e perché il sindaco continua a spendere 600,00 € al mese per un fantomatico consulente per la comunicazione? E se invece riparassimo qualche strada?
Pensiamo … che è stato costruito un centro comunale per la raccolta differenziata, terminato da almeno un anno e che è ancora chiuso!
Pensiamo … che la facciata della chiesa madre sta cadendo a pezzi e che non c’è verso di sistemarla!
Pensiamo … che al villaggio della gioventù c’era un bellissimo parco giochi che è stato smontato per farci una fantomatica piscina e che oggi non esiste ne parco ne piscina!
Pensiamo … che abbiamo presentato tre emendamenti al bilancio per dare l’integrazione ad alcuni precari estremamente utili alle casse comunali e che la cosa non è stata nemmeno presa in considerazione!
Pensiamo … che il territorio è lasciato allo sbando e vediamo che si possono scaricare ovunque ogni sorta di oggetti senza che vi sia una seria repressione!
Abbiamo assistito ad un’estate raffadalese in mezzo ai cassonetti colmi di immondizia senza che nessuno si preoccupasse della salute dei cittadini! Siamo però felici perché avremo tutti la Save Card che non ci farà risparmiare una euro, ma raccoglierà i soldi per la Girgenti Acque s.p.a, per la Ge.sa. ag2 s.p.a. e qualche briciola di ICI visto che il sommo Berlusca ci ha tolto la principale fonte di introiti per il comune.
N.B. Le persone normali non pagavano ICI da tempo, lui l’ha semplicemente tolta ai ricchi ed anche a se stesso!!

sabato 19 settembre 2009

L'Estate Raffadalese continua...........







I Giovani dell’ UDC presentano la commedia.




“ Vi manca lu pilu pi essiri scecchi”
(Ma l’estate Raffadalese non si era conclusa?)

Capisco la vostra preparazione, potevate semplicemente presentarla prima.
Dopo un pò di tempo visto che le risposte non arrivavano perché la domanda era seria in un discorso politico che tutelava l’ intera cittadinanza dallo sperpero di denaro pubblico fatto dall’ Amministrazione Comunale a danno dei contribuenti.
Ci pensano i Giovani dell’Udc Raffadalese a dare una risposta seria e concreta ai temi affrontati sia Dal Pd che dalla Società Raffadalese.
E’ la prima volta in assoluto che a un discorso politico con tutte le sue fondamenta ben radicate con punti seri trattati spunta un manifesto che sembra il titolo del film della loro vita.
I Giovani dell’ Udc?
Dove sono i contenuti?
Ci complimentiamo noi cittadini raffadalesi perché le Vostre risposte sono esaurienti e complete in tutte le sue sfaccettature.
Un commento dei cittadini: Ma chi minchia veni a diri?
Ma l’Amministrazione non era in grado di rispondere come ha fatto l’ultima volta a spese del contribuente affiggendo manifesti fatti a spese del Comune invece di rispondere da partito?
Un’ Amministrazione che non sa dare risposte ai cittadini che Amministrazione è?
Voi Giovani dell’ Udc chi siete? “Anonimi” o Giuseppe , Vincenzo oppure qualsiasi altro nome che non indicizzi nessuno in particolare?




Bonu tempu e malu tempu, un dura tuttu un tempu. Gianfranco Galvano.

giovedì 17 settembre 2009

Cordoglio.

Questo blog si associa alle dichiarazioni di cordoglio alle famiglie dei militari uccisi in Afghanistan.


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sabato 12 settembre 2009

Sez "Cesare Sessa " Raffadali.

SENZA “RUSSURA”!

L’amministrazione comunale nel tentativo di giustificare l’insana operazione politico-clientelare compiuta adduce fragili giustificazioni che rendono ancora più evidenti le proprie gravi responsabilità.Amministrando in modo incapace hanno sforato il patto di stabilità facendo perdere al comune 100.000,00 euro di trasferimenti statali e condotto il comune in una situazione di pesante indebitamento.Nonostante la disastrosa situazione economica hanno sottoposto il comune ad un’ulteriore spesa di migliaia di euro per pagare il nuovo dirigente dell’ufficio di Ragioneria.Scandaloso ed irresponsabile!Ed hanno la faccia tosta di dire che tale vergognosa operazione è stata compiuta per il bene del comune di Raffadali!.L’amministrazione afferma che a Raffadali i consiglieri non percepiscono il gettone di presenza, omettendo di dire che questa è stata una decisione adottata responsabilmente dall’intero consiglio e non una scelta della Giunta.Il sindaco e la sua amministrazione, vista la gravità della situazione, decidano di rinunciare alla propria indennità di carica!Così facendo e senza costi, nomini pure tutti gli assessori investendo persone capaci ed oneste, disposte ad impegnarsi senza lucro per il bene di Raffadali. Persone che sappiano fare meglio degli attuali amministratori che hanno prodotto i danni economici da essi stessi dichiarati.Il fatto vero è che per il sindaco Cuffaro, la nomina o la mancata nomina di assessori, la nomina o la revoca di dirigenti, così come la nomina del difensore civico, ed ogni atto amministrativo è frutto di calcoli politici, di contrattazione di potere, serve solo a soddisfare interessi di parte e miseri equilibri interni.L’annuncio della non sostituzione dell’assessore. più che un atto di parsimonia, ha il sapore di un messaggio interno alla maggioranza ed ai tanti “aspiranti assessori”.Vogliono far intendere che gli assessori non vengono nominati per risparmiare!Ma veramente il sindaco ritiene che i raffadalesi siano tanto fessi da credergli!La verità è che nulla viene fatto nell’interesse collettivo!L’amministrazione anziché fare manifesti, che ci auguriamo non paghi il comune, si adoperi per risolvere le tante gravi emergenze: Chiesa Madre, Piano Regolatore Generale, viabilità, pulizia del paese, carenza idrica, bisogno di cultura e di luoghi di socializzazione, progetti di sviluppo, valorizzazione delle risorse umane e del personale comunale.Questo fa una sana amministrazione, non bassa clientela alla ricerca di precari equilibri di potere.Partito DemocraticoSez.” Cesare Sessa” Raffadali